Scopri il Metodo dell’ Autogestione Verbo – Vocale

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Metodica rieducativa “AUTOGESTIONE VERBO-VOCALE”

Scheda di presentazione: Buone prassi di integrazione: scolastica, sociale e lavorativa

Titolo della presentazione: METODICA RIEDUCATIVA “AUTOGESTIONE VERBO-VOCALE” PER L’INTEGRAZIONE SOCIO-COMUNICATIVA DEL SOGGETTO AUTISTICO

Nominativo del/degli autore/i: CAMPANELLA Antonia e collaboratori
Qualifica: Docente di Logopedia Generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione

Ente di appartenenza: Università di Bari

L’importanza attribuita da tempo al contributo integrato dei processi cognitivi e metacognitivi, che si realizza per il concorso di elementi culturali derivanti dalla neurofisiologia, dalla linguistica e dalla psicopedagogia, ci ha indotto da molti anni ad elaborare una metodica rieducativa che è stata sperimentata inizialmente nel settore operativo della logopedia – nell’ambito della Divisione di Otorinolaringoiatria dell’ospedale “Di Venere” di Bari e in seguito presso il Centro Logopsicopedagogico “La Comunicazione” di Bitritto (Ba) – e successivamente è stata vantaggiosamente utilizzata, anche se con gli opportuni aggiustamenti ed integrazioni, nelle diverse patologie della comunicazione fra le quali particolare attenzione è stata dedicata alla patologia autistica. Tale metodica denominata Autogestione Verbo-Vocale si è realizzata attraverso un percorso di due stadi: preliminare e operativo.

Nello stadio preliminare viene condotta una rilevazione delle abilità presenti nel soggetto e degli aspetti deficitari che questi presenta nei differenti ambiti dell’apprendimento, così da organizzare un dettagliato programma riabilitativo. Allo stadio preliminare segue quello operativo, che è stato concepito in modo da poter essere personalizzato in funzione delle esigenze e delle difficoltà del soggetto, nel rispetto dello sviluppo percettivo-gnosico considerato in senso fisiologico generale. Detto stadio si compone di tre fasi, rispettivamente denominate sincretica, analitica e sintetica.

In conclusione si realizza in tal modo un processo di autogratificazione, garantito dal successo delle prestazioni che porta il soggetto a mettere in atto processi di generalizzazione ormai autonomi e a utilizzare le abilità espressive ormai acquisite nella gestione di qualsiasi comunicazione verbale in senso pragmatico-sociale.

La fase sincretica

La fase sincretica è caratterizzata da stimolazioni di tipo globale che prevedono:
1) esercizi vocalici guidati per lo sviluppo delle prassie bucco-linguo-facciali (in assenza di linguaggio parlato);
2) esercizi fono-cinestesici di coordinazione dinamica generale;
3) acquisizione di emissioni sonore semplici, di tipo strumentale o vocalico;
4) riconoscimento globale di parole scritte ed esecuzione, inizialmente guidata, di grafemi associata all’emissione fonatoria dei rispettivi fonemi.

Le stimolazioni presentate in questa fase consentono ai soggetti che manifestano iperattività e intemperanze di avviare il processo di autocontrollo delle proprie condotte comportamentali, processo che si completerà nella sintesi con l’introiezione delle regole sociali.

La fase analitica

La fase analitica mira a realizzare un processo consapevole di apprendimento per realizzare il quale sono presentate le seguenti stimolazioni:
1) ascolto e riproduzione autonoma di emissioni fono-articolatorie nel rispetto della loro distintività qualitativa;
2) esercizi fono-cinestesici di coordinazione segmentaria;
3) presentazione di stimoli musicali e vocalici, inviati in successione variabile per tonalità, durata e intensità, e successiva segmentazione consapevole di semplici melodie;
4) distribuzione dei suoni articolati della catena parlata sulla struttura prosodica precostituita;
5) segmentazione delle parole, in precedenza lette globalmente, nei singoli tratti grafici.

La fase sintetica

Nella fase sintetica il soggetto riesce ad applicare le sue acquisizioni sia teoriche generali che introspettive personali dirigendo consapevolmente le proprie produzioni verbali e scritte, controllando lo svolgersi dei relativi processi cognitivi avendo sviluppato una buona competenza autoregolatoria.

La fase della sintesi si avvale delle seguenti strategie:
1) ricomposizione cosciente delle sequenze melodiche precedentemente segmentate ed emissione spontanea di complesse concatenazioni sonore;
2) esercizi fono-acustici che allenano il soggetto alla rilevazione delle prominenze accentuali e delle tonie fondamentali presenti nel continuum fonico, così da consentirgli il recupero del significato concettuale e funzionale degli enunciati.

I Risultati

Per quanto riguarda i risultati conseguiti nella nostra casistica, che sino ad oggi si è avvalsa di una esperienza relativa ad oltre 170 casi, ci limitiamo a considerare quelli che sono stati oggetto di un percorso valutativo completo e che per il momento ammontano a 150 casi. In sintesi possiamo dire che:
1) nei 21 casi in cui l’autismo era associato ad un importante deficit della sfera intellettiva i risultati sono stati modesti nel senso che il loro livello di relazione si è limitato alle manifestazioni più elementari;
2) dei rimanenti 129, 59 sono ancora in corso di trattamento, mentre 70 hanno già completato l’intero ciclo rieducativo con risultati del tutto soddisfacenti sul piano della comunicazione verbale e relazionale;
3) in generale il raggiungimento di detti risultati si ottiene dopo un periodo di trattamento che varia da cinque a otto anni. La differente durata è in relazione all’età in cui il soggetto inizia l’intervento educativo-rimediativo.

Il metodo AUGEV

Il metodo dell’Autogestione Verbo-Vocale (Augev®) è un metodo educativo rieducativo sistemico finalizzato al superamento dei disturbi della comunicazione verbo – interazionale mediante lo sviluppo delle basi neuro psico-fisiologiche degli apprendimenti.

L’Augev si caratterizza come metodo teorico-pratico innovativo, replicato e verificato nell’arco temporale di oltre 45 anni, su una numerosa casistica di soggetti (bambini e adulti) con difficoltà di vario grado della comunicazione verbale. Nella pratica esperienziale si è potuta constatare l’associazione di tale severo problema a rilevanti patologie di tipo cognitivo-comportamentale, socio-relazionale, motorio-prassico, audio-fonatorio e tatto-stereo-gnosico.

Dalla molteplicità delle alterazioni a carico dei diversi ambiti dell’apprendimento, ognuno dei quali dipende dalle relative funzioni cerebrali, è scaturita l’esigenza di organizzare un intervento educativo-rieducativo onnidirezionale costituito da pluristimolazioni sensoriali interconnesse e interagenti rigorosamente simultanee. Tale modalità operativa risponde adeguatamente ai risultati emersi da studi e ricerche compiuti nel tempo da vari neuroscienziati secondo i quali è ampiamente dimostrata, grazie anche alle validazioni offerte da indagini tecnologiche avanzate, “l’interconnessione e l’interazione delle aree cerebrali” che hanno la funzione di raccogliere, trasmettere ed elaborare le informazioni senso-percettive (acustiche, visive, tattili, motorie ed emotivo-relazionali). Il ruolo assolutamente primario svolto dalle interconnessioni e interazioni neuronali è ben evidente nell’apprendimento del sistema comunicativo-linguistico, in quanto la complessità di tale operazione richiede la partecipazione di estese aree cerebrali.

Quindi la funzione preponderante che assume l’organizzazione del linguaggio parlato nell’assetto funzionale e nella compagine neuronale, è il caposaldo teorico che ha guidato la pianificazione e quindi l’attuazione dei percorsi operativi del metodo Augev, sincronicamente e sinergicamente coordinati e interagenti. Si tratta di una rete di stimolazioni strettamente intrecciate che ha preso consistenza con l’osservazione e l’assidua pratica rieducativa ancorata a importanti elementi culturali afferenti alla neuro-fisiologia, alla fisica acustica, alla psicologia, alla linguistica e alla pedagogia. Sono stati così organizzati percorsi educativo-rieducativi del tutto innovativi e di assoluta efficacia, definiti:

Audio-visuo-tatto-fonia, fono-cinestesia, letto-scrittura prosodica, fono-linguistica.Il metodo dell’Autogestione Verbo-Vocale può vantare, oggi risultati estremamente significativi e risolutivi non solo su soggetti con problemi di impostazione fono-articolatoria ma anche e soprattutto su soggetti con severe patologie della comunicazione verbo-socio-relazionale (autismi, disturbi dello spettro autistico, afasie, disprassie, disturbo dell’attenzione e iperattività) e su soggetti con importanti difficoltà dell’apprendimento (dislessie, disgrafie, disortografie, discalculie).La fase operativa è preceduta dalla diagnosi clinica fornita dal medico specialista (neurologo, audiologo, foniatra, ecc.) e in seguito dalla valutazione funzionale dei singoli ambiti dell’apprendimento effettuata da una équipe multidisciplinare (psicologo, pedagogista, logopedista, linguista, psicomotricista e musicoterapista). Va precisato che l’esame fono-linguistico è supportato dall’analisi spettrografica del segnale vocale che si effettua con un sonografo computerizzato attraverso il quale vengono evidenziati i valori fonetico-acustici della voce e del linguaggio verbale del soggetto esaminato (frequenza fondamentale, intensità, formanti e tempo di emissione fonatoria). Detti valori sono rapportati ai parametri fonetico-acustici standardizzati in relazione all’età e al genere.

Tale valutazione preliminare, dunque, fornisce dati obiettivi,  che sono indicativi della capacità del soggetto di percepire, discriminare e timbrare i suoni del parlato. Sulla base dei risultati emersi si redige un bilancio iniziale del grado di sviluppo delle varie sfere apprenditive e si elabora un intervento educativo-rieducativo sistemico onnidirezionale mirato e personalizzato.

Risulta estremamente determinante la presenza e la partecipazione attiva dei genitori durante le fasi applicative, affinché essi possano rinforzarle correttamente in ambito familiare e consentire, altresì, un più rapido superamento delle difficoltà.

Il riscontro, peraltro, dei primi evidenti risultati positivi in tempi brevi, ingenera nei soggetti trattati e nei loro genitori gratificazione e atteggiamenti favorevoli al proseguimento dei percorsi educativo-rieducativi del metodo.

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